LE GRANDI OPERE DEGLI IMPERI PRECOLOMBIANI DEL SUD-AMERICA

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LA FORTEZZA DI SACSAYHUAMAN

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Sacsayhuamán è un sito archeologico Inca situato nella regione di Cusco, in Perù. Secondo le storia ufficiale, la sua costruzione durò per circa 70 anni, ebbe inizio intorno al 1480 d.C. durante il regno di Pachacútece e per molti cronisti, il sito aveva funzioni cerimoniali. L’architettura è così peculiare per via della grandezza delle pietre, che furono incastrate con una precisione quasi inimmaginabile. Risulta quasi impossibile per noi capire come gli Inca poterono tagliare con tale maestria quelle enormi pietre, per cui tra una e l’altra non passa nemmeno la lamina di un coltello, il metodo utilizzato ancora oggi è del tutto sconosciuto, anche perchè nel sito non è mai stato ritrovato nessun attrezzo da lavoro. In molti ritengono che Sacsayhuamán sia di gran lunga più antico rispetto a ciò che ci dicono i libri, è risaputo infatti, che i conquistadores spagnoli, quando arrivarono in Perù, appresero dagli stessi Inca che quelle incredibili strutture megalitiche erano state edificate molto tempo prima di loro da una cultura più antica. Esistono anche vecchi racconti fantasiosi in cui si parla delle strane proprietà del Pito, una pianta capace di ammorbidire diversi materiali compresa la pietra e alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che forse, il popolo Inca si servì del Pito per ammorbidire la rocce destinate alle loro costruzioni. Link utili: Sacsayhuaman / Incas/ ilnavigatorecurioso.it – Sacsayhuaman

QENQO

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Il potente impero Inca è stato conquistato e successivamente distrutto dagli avventurieri spagnoli, detti conquistadores nel XVI secolo. Molti dei loro imponenti templi, fortezze e città sono rimasti in piedi, ma ad oggi non disponiamo di indizi utili per capire il loro vero scopo. Un altro misterioso sito archeologico edificato dal popolo Inca è Qenqo, che significa “labirinto” in lingua quechua, dichiarato Patrimonio Culturale della regione di Cusco dall’istituto Nazionale della Cultura, è uno dei più grandi wak’as (luoghi sacri) nella regione di Cusco. Le rovine di Qenqo si caratterizzano per la particolare architettura rituale composta da un enorme monolite con gradini scolpiti, stretti canali, fosse e gallerie sotterranee. Per i ricercatori, questo luogo fu probabilmente utilizzato dagli Inca come deposito della Chicha, una bevanda di mais consumata durante i rituali o come santuario dedicato al Puma, il dio della guerra. Una delle principali particolarità di questo sito, è che le varie strutture sono state realizzate direttamente modellando la roccia viva. Alcuni ricercatori ritengono che analizzando la strana architettura di Qenqo, si riscontrino delle analogie con un altro sito rinvenuto nel 1987 in Giappone, una struttura sommersa conosciuta come “Monumento di Yonaguni” (di questa misterioso sito ne abbiamo parlato in questo articolo link). Link utili: Qinqu / Temple of Qenqo / Yonaguni Monument / ilnavigatorecurioso.it – Yonaguni

OLLANTAYTAMBO

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In Perù, esistono numerosi siti archeologici, così sbalorditivi dal punto di vista architettonico, che ancora oggi il metodo e le tecniche utilizzate dagli Inca per edificarli risultano per noi un mistero. Situata a circa 60 chilometri a nord-ovest di Cusco, si trova l’antica città di  Ollantaytambo, per gli storici tradizionali quest’incredibile costruzione fu edificata nel 1440 d.C. per volere dell’imperatore Inca Pachacuti, ma alcuni ricercatori ritengono invece che il sito si caratterizzi di due momenti storici e che la città fu edificata su rovine molto più antiche, le cui origini restano ignote. E’ conosciuta soprattutto per le dimensioni delle pietre utilizzate per la sua costruzione, in particolare, troviamo sei enormi blocchi di granito perfettamente intagliati e posizionati in linea nel livello più alto del sito. Come sappiamo il granito è una pietra estremamente dura, gli archeologi tradizionali sostengono che i blocchi in granito siano stati tagliati e modellati con strumenti di pietra e di bronzo, ma ancora una volta, in molti non sono d’accordo con la storia ufficiale. Il grande mistero, è come i costruttori Inca, furono capaci di tagliare alla perfezione le varie pietre, alcune incredibilmente enormi e riuscire a trasportarle per lunghe distanze, fino in cima alla montagna scelta per l’edificazione di Ollantaytambo e infine posizionarle con estrema precisione. Link utili: Ollantaytambo

MACHU PICCHU

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Machu Picchu, “La città perduta degli Inca”, rimasta celata all’umanità per oltre 4 secoli, fu scoperta solo agli inizi del ‘900 da Hiram Bingham, esploratore ed appassionato di archeologia. Situata sulle Ande peruviane, nella valle dell’Urubamba, nel 2007 è stata eletta come una delle Sette meraviglie del mondo moderno. Posta a 450 metri sopra il fiume Urubamba, Machu Picchu, che in lingua quechua significa vecchia cima o vecchia montagna, è una vera e propria città nel cielo, composta da campi, terrazzamenti, case e canali. Tra le sue terrazze si ergono strutture enigmatiche, come templi collegati al sole o come l’imponente palazzo, che per la grandezza delle sue pietre, sembra essere stato edificato da un popolo di giganti. Per la costruzione della città, che secondo gli storici tradizionali cominciò intorno al 1440 d.C., oltre che seguire criteri astronomici e sacri, i costruttori Inca impiegarono incredibili tecniche per l’intaglio delle pietre e per il trasporto dei blocchi attraverso fiumi e montagne. Il sito scelto per edificare la città, pone molte difficoltà già dal punto di vista tecnico, è stupefacente come gli Inca riuscirono ad edificare questa splendida città, arroccata tra due montagne, costituita da solidi terrazzamenti a prova di terremoti ed un intero sistema di drenaggio per evitare il ristagno delle acque piovane. Link utili: Machu Picchu / Video Machu Picchu

HUACA EL PARAISO

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Huaca El Paraíso è un antichissimo complesso archeologico situato a circa un’ora di distanza da Lima, in Perù. Fu scoperto solo negli anni ’50 e fino al 2012 è rimasto completamente abbandonato. Nel 2013 il dipartimento degli scavi del Ministero della Cultura peruviano ha annunciato che il complesso archeologico di Huaca El Paraíso risale addirittura al tempo della civiltà mesopotamica e alle piramidi egizie e che sicuramente è la più antica città edificata in Perù. Il sito comprendeva 12 piramidi,  ed era uno dei più grandi insediamenti del periodo tardo Precerámico. Purtroppo, alla fine di giugno del 2013, alcune imprese di costruzione, con l’utilizzo di escavatori ed altri macchinari pesanti, demolirono completamente una delle piramidi del complesso, ma nonostante questa battuta d’arresto, la valorizzazione progetto continua. Come altri noti complessi di questo periodo, ampiamente distribuiti dall’entroterra alla costa come Pampa, Harsh e Caral, Huaca El Paraíso aveva accesso ad una grandissima varietà di risorse, da quelle agricole a quelle marine. Il sito rappresenta una delle culle della civiltà del continente latino-americano ed è la prova che molto prima delle colonizzazioni da parte degli spagnoli e degli inglesi, l’antico popolo peruviano aveva già fatto di Lima una grande capitale. Link utili: Huaca El Paradiso

LE ROVINE DI SECHIN

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Sechin, risale al 3500 a.C., è uno dei più antichi siti monumentali del Perù e fu scoperto nel 1937 dall’archeologo peruviano Julio C. Tello. Il complesso comprendeva i siti di Sechin Bajo, Cerro Sechin e Sechin Alto, quest’ultimo è il più grande tempio monumentale del Perù. Il tumulo su cui poggia l’enorme struttura principale a forma piramidale è stato realizzato con blocchi di granito, alcuni del peso di oltre 2 tonnellate. L’intero complesso di Sechin è noto per la sua architettura megalitica ma soprattutto per le sue enigmatiche sculture in pietra che raffigurano delle processioni di guerrieri che avanzano tra i resti mutilati di uomini, scene che potrebbero rappresentare fatti storici per alcuni ricercatori o per altri racconti mitologici. Sta di fatto che per le scene crudeli rappresentate nel complesso,  i ricercatori ritengono che la cultura che occupava Sechin, molto probabilmente fosse dedita alla violenza, a sacrifici umani e frequenti guerre. Altri ricercatori invece, per spiegare le molteplici raffigurazioni così esplicite delle diverse parti del corpo umano, come ossa e organi, ipotizzano che Sechin fu un luogo destinato allo studio dell’anatomia. Anche se è stato uno dei complessi precolombiani più studiati, ancora oggi sappiamo poco o nulla del popolo che lo ha edificato ed occupato. Link utili: Sechin

HUACA DEL SOL

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Huaca del Sol e Huaca de la Luna sono due templi in mattoni di adobe (impasto di argilla, sabbia e paglia essiccata al sole) realizzati presso la costa dell’attuale Perù dalla misteriosa civiltà Moche. La tecnica adottata dai suoi costruttori consisteva nell’aggiungere nuovi mattoni sopra quelli vecchi a strati. Gli archeologi stimano che il tempio più grande, Huaca del Sol, era composto da 50 a 100 milioni di mattoni di adobe, e che fosse la struttura più grande nelle Americhe realizzata con questa tecnica. Come fecero tante altre culture, anche quella Moche sotto il volere dei vari governatori espanse nel corso del tempo la struttura del proprio tempio, che al suo massimo splendore era composto da quattro livelli principali, situato al centro della città che fu la capitale della cultura Moche già dal I secolo a.C. Gli indizi ritrovati nel sito fanno pensare che il tempio fosse utilizzato come residenza reale, per sanguinosi rituali e sacrifici umani. Quando i conquistadores occuparono il Perù nel XVII secolo, per facilitare il recupero di artefatti d’oro dal tempio fecero scorrere le acque del Rio Moche oltre la base del Huaca del Sol, a causa di quest’operazione, il tempio fu gravemente danneggiato e circa due terzi della struttura venne erosa. Oggi l’edificio in altezza misura 41 metri, ma in origine si pensa che arrivasse a circa 50. Link utili: Huaca del Sol

CHAN CHAN

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La più grande città precolombiana dell’America meridionale, si trova in Perù, nella regione di La Libertad, nei pressi di Trujillo, è il misterioso sito archeologico conosciuto come Chan Chan. Fu costruito da una civiltà che si sviluppò dopo la cultura Moche, i Chimor (il regno di Chimù). Chan Chan fu una grande città paludosa, secondo gli archeologi venne fondata tra l’850 ed il 1470, e fu la capitale dei Chimor fino al proprio declino avvenuto nel quindicesimo secolo con la conquista da parte dell’ Impero Inca. L’intera città si compone di dieci cittadelle murate che ospitavano templi, bacini idrici, residenze, stanze cerimoniali, camere mortuarie. Le cittadelle situate nel centro si differenziano da quelle poste in periferia ed ognuna di esse, ha una pianta rettangolare, è provvista di alte mura con l’entrata sul lato nord e numerosi passaggi. E’ stimato che in totale, in tutta Chan Chan vivessero circa 30.000 persone. E’ stupefacente pensare che una civiltà come quella dei Chimor, che non aveva sviluppato un sistema di scrittura, fu in grado di realizzare un progetto così grande ed ambizioso dal punto di vista architettonico. Inoltre nel sito, è stato rinvenuto uno dei primi esempi di comunicazione simile al nostro telefono, una sorta di dispositivo realizzato con zucche e spago. Link utili: Chan Chan / Chan Chan ruins

TIAHUANACO

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Tiahuanaco è considerata l’antica capitale della civiltà pre-Inca. Datate oltre 2000 anni fa, queste rovine sono piene di fascino e di mistero, si trovano nei pressi della sponda sud-orientale del lago Titicaca, in Bolivia, tra le frontiere degli attuali stati di Perù e Cile. Una caratteristica che si può ammirare a Tiahuanaco sono gli enormi monoliti dal peso di circa 10 tonnellate. Incastonati nelle mura della piazza centrale troviamo dei volti scolpiti in pietra, che ritraggono personaggi dai tratti somatici completamente differenti gli uni dagli altri, per alcuni ricercatori ciò potrebbe significare che in tempi remoti ci fu un contatto diretto con diverse civiltà provenienti da altre parti del mondo. Un’altra caratteristica del sito, è la famosa Porta del Sole, così chiamata perché stando davanti ad essa nei primi giorni di primavera si può osservare il sole sorgere perfettamente sopra la metà della porta. Fu ricavata da un unico blocco di andesite e nella parte trasversale superiore della porta, troviamo incisi dei rilievi, 48 figure alate, di cui 32 con volto umano e 16 con la testa di un condor, il soggetto centrale è invece il “Dio dei Bastoni”, una figura armata di due scettri a forma di serpente. Ad oggi, non vi sono ancora prove che la civiltà Tiahuanaco utilizzasse la scrittura, eppure, un popolo che riuscì a costruire una città così sofisticata, suggerisce un livello di conoscenze molto alto. Link utili: Tiahuanaco / Tiahuanaco ruins

PUMA PUNKU

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All’inizio del XX secolo, la scoperta di Tiahuanaco  da parte dell’ingegnere tedesco Arthur Posnansky, richiamò altri studiosi tra cui l’italiano Giampaolo Dionisi Piomarta, i quali scoprirono a poche centinaia di metri di distanza un altro sito, Pumapunku. In Aymara, il suo nome significa “La porta del Puma”, esso è decisamente uno dei più misteriosi siti archeologici di tutto mondo, datato secondo i ricercatori al 500/600 d.C, ma per altri le sue origini sono molto più antiche. In queste enigmatiche rovine si trovano alcuni blocchi di pietra che arrivano a pesare sino a 130 tonnellate e osservando il sito, pare di trovarsi davanti ai resti di parecchi edifici. Una delle caratteristiche principali di Puma Punku è la perfezione quasi inimmaginabile con la quale vennero intagliate e incise le pietre, famosi sono anche i blocchi dall’insolita forma detti ad “H”, lavorati in modo così preciso da poter essere unite l’una all’altra come un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, tecnica utilizzata anche da molti altri popoli antichi sparsi per tutto il globo. Alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che a Puma Punku si troverebbe la prova dell’esistenza in un lontano passato dell’utilizzo di tecnologie avanzate, che però nel tempo sono andate perdute. Link utili: Pumapunku / Crepanelmuro – Pumapunku / Posnansky

IL FORTE DI SAMAIPATA

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A pochi chilometri dall’omonima città di Samaipata, in Bolivia, si trova il misterioso sito archeologico Forte di Samaipata, conosciuto anche come El Fuerte. In lingua quechua, il termine Samaipata, significherebbe “luogo di riposo fra le montagne”, infatti il sito è situato a 1.950 metri sul livello del mare, arroccato sulla cima di una collina. Inizialmente i ricercatori credevano che il sito fosse una fortificazione militare, ma oggi si suppone che El Fuerte altro non era che un sito religioso, un centro cerimoniale, un luogo di comunicazione tra l’uomo e gli dei, probabilmente antecedente agli stessi Inca. Pare che il sito sia stato abitato in tempi differenti da 5 culture, ancora oggi non sappiamo molto del popolo che edificò El Fuerte ma molti dei ricercatori concordano che si tratti di indigeni provenienti dal bacino amazzonico. La caratteristica principale di Samaipata è la parte superiore, dove si può osservare una roccia, lunga 250 metri e larga 60 metri,  interamente scolpita ed incisa, con nicchie, disegni in stile zoomorfi e disegni geometrici. Il mistero che attira l’interesse dello scrittore e ricercatore Erich von Daniken, sono i misteriosi solchi paralleli scavati sulla sommità del sito, il controverso autore afferma nel suo libro “Chariots of the Gods” che osservando quei solchi, sembra di vedere una sorta di rampa di lancio per velivoli spaziali. Come al solito, le fantasiose ed affascinanti interpretazioni del nostro amico von Daniken, tirano in ballo antichi astronauti giunti sulla Terra molto tempo fa. Link utili: Forte di Samaipata / Unesco

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