1/9: CONTATTI FRA LE CULTURE PRECOLOMBIANE DELL’AMERICA E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO ANTICO – INTRODUZIONE

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Foto a cura di Misteri del Passato

INTRODUZIONE

Le civiltà sorte nel Mesoamerica, come i Maya, gli Aztechi, i Toltechi, gli Olmechi, gli Zapotechi, i Totonachi, i Mixtechi, hanno sempre suscitato l’interesse di molti appassionati di storia e archeologia come me. Antichi popoli in grado di costruire grandiose città orientando i propri edifici con le stelle,  devoti a strane divinità e dediti a sanguinosi riti. Fin da piccolo tutto questo mi ha sempre affascinato. Molti sono i misteri che si celano dietro queste antiche culture, anche perchè, con l’arrivo dei conquistadores spagnoli, gran parte di queste culture sono scomparse e molte delle loro città vennero distrutte ed abbandonate.

Avendo approfondito negli anni Storia dell’Arte ed essendone un grande appassionato, ho avuto sempre l’abitudine di scrutare nel dettaglio ogni quadro, ogni disegno, ogni scultura e chiaramente, nell’osservare ciò che le culture del Mesoamerica hanno prodotto, con i loro bassorilievi, le stele, le spettacolari piramidi o le loro particolari sculture, rimango ogni volta sbalordito. Siccome però, sono anche un vero appassionato di TUTTA l’arte, che riguarda quindi le antiche civiltà di TUTTO il mondo antico, non riesco a non vedere le innumerevoli analogie fra l’arte prodotta dalle civiltà precolombiane dell’America, e l’arte proposta invece da popoli sorti oltreoceano, in ogni angolo della Terra.

Da qualche anno, una delle mie ricerche è stata improntata proprio nel cercare tracce di un possibile contatto fra tutte queste antiche civiltà, analizzando l’arte e l’architettura, e riscontrando innumerevoli parallelismi che in alcuni casi, a mio parere, potrebbero essere delle “prove decisive” che dimostrerebbero un reale contatto con stranieri sbarcati nelle Americhe prima della scoperta da parte di Cristoforo Colombo nel 1492.

Queste ipotesi, in generale non sono un mistero, il dibattito è infatti aperto da moltissimo tempo. E’ giusto far notare da subito, che in America sono stati scoperti alcuni antichi siti vichinghi risalenti all’anno 1000 (link: Colonizzazione vichinga) e che Thor Heyerdahl (antropologo, esploratore, regista e scrittore norvegese, link: Thor Heyerdahl) ha dimostrato che una nave di epoca egizia poteva giungere in America attraversando l’Oceano Atlantico. Ma nonostante siano state fatte anche alcune scoperte stupefacenti, tutte le ipotesi di contatto prima di Colombo., vengono tutt’oggi considerate come “archeologia alternativa”, prendendo come semplice esempio wikipedia, alla definizione di “archeologia misteriosa o alternativa” troverete questa spiegazione: “L’archeologia misteriosa, nota anche come fantarcheologia, criptoarcheologia, archeologia alternativa o pseudoarcheologia, è una sorta di archeologia pseudoscientifica che dà una interpretazione non scientifica di reperti archeologici o di presunti tali.
 Questo termine viene spesso associato con l’investigazione di teorie ardite, spesso non suffragate da prove e di conseguenza non accettate dall’ambiente accademico, come l’esistenza di antiche civiltà scomparse sviluppatesi in continenti perduti come Atlantide o Mu o l’idea di contatti diretti tra le antiche civiltà egiziana e maya o come l’influenza degli ufo o di antichi astronauti sulle civiltà del passato”,
 (ecco il link: Archeologia misteriosa). Come vedete, la teoria di un contatto tra diverse civiltà, come ad esempio egizi e maya, oppure africani e popoli già presenti in America, rientrano nell’archeologia alternativa, perché sono appunto delle teorie “alternative” da quelle ufficiali. Infatti, per quanto riguarda il popolamento del continente Americano, la teoria studiata ancora oggi sui libri, è quella citata anche su wikipedia “Preistoria Americana – Popolamento del continente”, (link: Popolamento del continente americano) scrivo qui di seguito qualcosa ripreso dal link: “Nonostante i dubbi e le critiche del dibattito scientifico riguardo al popolamento dell’America, ci sono delle conclusioni che si possono proporre:
 Non esistono prove concrete dell’arrivo di gruppi umani in America dopo l’allagamento del Ponte di Bering  avvenuto circa 11.000 anni fa e la definitiva separazione del continente americano da quello asiatico, né siamo in possesso di prove schiaccianti che permettano di affermare che le civiltà precolombiane abbiano avuto contatti con popoli di altri continenti”. Anche Enciclopedia Treccani, sullo stesso tema, dice la stessa cosa, cito un paio di righe:
 “Sebbene la tesi di una diffusione culturale nelle Americhe prima del contatto con gli Europei sia ancora ampiamente dibattuta, l’America indigena è ritenuta, da una vasta maggioranza di studiosi, un laboratorio culturale ermeticamente sigillato”. (ecco il link: Treccani)

Gli storici ufficiali, sembrano ignorare di proposito alcune straordinarie scoperte fatte in suolo americano, non solo, per loro le innumerevoli  analogie e i parallelismi che si possono riscontrare osservando le diverse culture del mondo non sarebbero altro che semplici coincidenze, e spiegano che siccome gli uomini, a parte il colore della pelle, sono uguali in ogni dove, sarebbe normale che civiltà distanti fra loro e mai entrate in contatto possano aver creato opere d’arte, racconti, tradizioni e architetture simili fra loro. Ma come vedrete da voi, gli indizi e le tracce che analizzeremo, sono più che semplici coincidenze, ma andiamo per gradi.

Ultimamente sono stato in Messico e in Guatemala con la mia ragazza, e chiaramente abbiamo visitato alcuni siti maya che destavano la nostra curiosità. Siamo stati a Tikal, a Palenque, a Uxmal e Tulum. Le prime rovine che abbiamo deciso di visitare sono state quelle di Tikal, in Guatemala. (consiglio: visitare il sito verso le cinque del mattino e la scelta è più giusta da fare, stare nella piazza centrale sotto la famosa Piramide del Giaguaro, nel buio pesto della notte con il cielo tempestato di stelle, e salire fino al tempio più alto di tutta Tikal ad aspettare che arrivi l’alba, non ha davvero prezzo).

Comunque, uno dei miei obiettivi, quando visitai i siti archeologici, fu anche quello di capire se dietro quelle splendide rovine ci fosse “lo  zampino” di qualche altra cultura straniera, e la mia curiosità mi spinse a cercare di capire cosa ne avessero pensato delle mie teorie proprio le guide guatemalteche e quelle messicane che ci accompagnarono all’interno dei siti archeologici, che poi sono le persone più preparate in materia perchè hanno studiato e analizzato per molti anni moltissime rovine e in alcuni casi, ci capitò di confrontarci addirittura con vecchi studiosi e ricercatori, che oggi lavorano come guide nelle antiche città maya ma che per molti anni, hanno collaborato con archeologi di fama mondiale. Uno di questi esperti si chiamava Victor Damas, una vera e propria autorità nelle rovine di Palenque, essendo la guida più anziana del sito e avendo lavorato al suo interno già a partire dagli anni ’60, (ho trovato solo questi link che parlano di lui: Damas Palenque / Diariodepalenque). Rispetto alla “teoria del contatto con popoli stranieri” Victor Damas fu la persona che diede più credito alla mia teoria, anzi, a dire il vero, che il “contatto” sia avvenuto, lui  ne era assolutamente convinto, e avrebbe trovato anche molti indizi/prove proprio a Palenque che lo dimostrerebbero, comunque, mi diede tanti spunti per approfondire ancora di più le mie ricerche in questa direzione.

Inizialmente ero diffidente a chiedere a queste guide se in passato qualche civiltà possa aver influenzato il popolo maya, ma da subito mi resi conto che, non solo tutti, e quando dico tutti è proprio tutti, erano certi che i maya siano stati visitati e civilizzati da culture più evolute sorte oltreoceano, ma in realtà, non vedevano l’ora di incontrare proprio persone come me, piene di dubbi e di domande, con una teoria che rispecchiava chiaramente ciò che credevano loro. Da subito ci spiegarono che esisterebbero due storie, quella “commerciale”, che sarebbe la storia che tutti loro raccontano ogni giorno ai turisti “poco curiosi ed interessati”,  e poi ci sarebbe la “vera” storia, di cui realmente si conosce poco, ma che riguarderebbe prorio un contatto e addirittura una civilizzazione da parte di altri popoli. Chiesi da subito se c’era la possibilità che in passato i maya siano entrati in contatto con altre culture, alla mia domanda mi sentii rispondere da tutti: “Amigo es claro, los maya erano una mezcla cultural” (è chiaro amico, i maya erano un mix culturale). Vi garantisco che a qualunque guida facessi questa domanda, ricevevo sempre la stessa risposta, vi invito a visitare da voi le rovine maya e fare le mie stesse domande, tornerete a casa con molte più certezze e verità.

Quindi, secondo tutte le guide, sia guatemalteche che messicane, i maya sarebbero stati influenzati nel corso del tempo da civiltà progredite provenienti da tutto il mondo, che in diversi momenti storici approdarono nel Mesoamerica ed entrarono in contatto con i popoli che vi trovarono. Un’altra cosa di cui tutti erano certi, è che molte delle rovine maya, sono in realtà decisamente più antiche di ciò che si crede e di ciò che ci è stato detto, in effetti, per fare un semplice esempio, la piattaforma su cui è stato edificato il “Palazzo” di Palenque, nasconde origini molto più antiche rispetto a tutti gli edifici del sito, ma questa è una cosa che si conosce e si studia, per farvi capire quanto è una verità ormai assodata, lo riporta addirittura la guida sul Messico della Mondadori nelle pagine in cui vengono fornite proprio informazioni su Plaenque. Un’altra cosa che tutti invece non si spiegavano, a meno che non si fossero tirate in ballo appunto altre influenze esterne, è come dei semplici indigeni, cacciatori e raccoglitori, siano potuti diventare in un breve lasso di tempo una delle culture più importanti ed evolute del Mondo antico, con le loro incredibili conoscenze matematiche, astronomiche e le loro imponenti città. Immaginando un possibile contatto, e reputando che questo sia realmente avvenuto, effettivamente ci si inizia a spiegare tantissime cose. Ad esempio, io ho dato una risposta al fatto che ogni sito maya, è stato edificato con un’architettura a sè, moltissime rovine sono completamente diverse le une dalle altre e sembrano essere state costruite proprio da popoli differenti, questo lo potrete verificare anche voi visitando le rovine in questione oppure guardando sul web o su alcuni libri fotografici l’architettura di tutti questi siti archeologici. La cosa ancora più strana è che, nello stesso sito, si possono ritrovare stili architettonici  completamente differenti, proprio come nel caso di Palenque, dove un monumento famoso come il “Tempio delle Iscrizioni” ricorda, anche per la sua funzione di tomba reale, le piramidi erette dagli antichi egizi, mentre il “Palazzo”, edificato appena di fianco, ti riporta subito al mondo asiatico, un’architettura simile ai palazzzi cambogiani di Angkor Wat, come se a costruire  il sito siano state due culture completamente differenti. Insomma, visitando le misteriose rovine maya, si ha la netta percezione che qualche avventuriero, sia arrivato nelle Americhe prima di Colombo e abbia influenzato le sue culture native.

Questo articolo, è la prima parte di una lunga analisi di reperti e indizi, che lasciano presupporre che in passato, le rotte per arrivare nelle Americhe erano conosciute da molte civiltà, dagli egizi, fenici, sumeri, babilonesi, dai greci e dai romani, da popoli caucasici e popoli negroidi, asiatici e indiani.

*Il discorso dei “Contatti fra le culture precolombiane dell’America e i popoli di tutto il mondo antico”, lo troverete esposto nei diversi articoli suddivisi per tema linkati qui di seguito. Buona lettura!

– 2/9: Barba, baffi e pizzetto nell’arte precolombiana del mesoamerica

– 3/9: Il contatto con i popoli negroidi

– 4/9: Antichi egizi nel Mesoamerica

– 5/9: Asiatici in Mesoamerica

– 6/9: I romani arrivarono in America?

– 7/9: Il contatto con i popoli della Mesopotamia

– 8/9: Gli antichi egizi hanno visitato il sud America?

– 9/9: Altri indizi/prove del contatto con stranieri

 

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