3/9: CONTATTI FRA LE CULTURE PRECOLOMBIANE DELL’AMERICA E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO ANTICO – IL CONTATTO CON I POPOLI NEGROIDI

CATEGORIA: CONTATTI FRA LE CULTURE PRECOLOMBIANE DELL’AMERICA E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO ANTICO / AMERICA PRECOLOMBIANAMISTERI AFRICANI

IL CONTATTO CON I POPOLI NEGROIDI

Le mie ricerche alla scoperta di tracce di un contatto esterno da parte di popoli sbarcati in America prima di Colombo, mi hanno portato a considerare anche il probabile arrivo di popoli negroidi. Durante il viaggio insieme alla mia ragazza in Messico e in Guatemala, ho chiesto a diverse guide all’interno delle rovine maya se ci fossero indizi che suggerirebbero un’interazione fra uomini di colore e i maya, anche in questo caso, per tutti la cosa era molto probabile ed esisterebbero a riprova di questo, vasi e affreschi in cui si possono appunto vedere individui neri in mezzo ai tipici maya. Come accennavo verso la fine dell’articolo precedente, a volte i guerrieri si dipingevano tutto il corpo di vari colori, ma in alcuni casi, come andremo ad analizzare in questo articolo, quelli raffigurati non sarebbero affatto dei guerrieri con il corpo dipinto di nero, ma dei veri e propri negroidi. Qui di seguito, per comprendere meglio questo discorso, ho voluto inserire delle immagini di tipici vasi, che vi fanno ben capire come venivano rappresentati i maya con il corpo dipinto, da non confondere con gli individui ritratti negli affreschi, sui vasi e nelle sculture che vedremo successivamente, che indicherebbero appunto un contatto con probabili uomini di colore.

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Come già detto, i dipinti qui sopra, sono stati realizzati su vasi e raffigurano chiaramente dei maya con il corpo dipinto. Le prime 5 immagini in alto riprendono un vaso cilindrico che raffigura 4 giocatori di palla e subito sotto troviamo altri vasi in cui si possono vedere, sovrani, servi e sacerdoti,  compreso il vaso ritrovato a Chama di cui abbiamo già parlato nell’articolo precedente. Come potete vedere, tutti questi personaggi, dai tratti somatici chiaramente maya (a parte il probabile sacerdote ritratto sul vaso “Chama”), in ogni caso venivano disegnati con il corpo dipinto, ma in più colorazioni, o dipinto ma non interamente di nero. Osservando queste raffigurazioni, ritroviamo sempre il loro volto, le mani o i piedi, dipinti in diverse tonalità, cosa che non accade invece nei dipinti che andremo ad analizzare da qui in poi!

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Questi affreschi provengono dalle misteriose rovine maya chiamate Xultun, situate nel nord-est del Guatemala. Secondo gli archeologi risalgono al periodo Classico (200-900 d.C.) In quest’antica città è stata scoperta una stanza dipinta con affreschi, su cui sono disegnati centinaia di numeri e tabelle astronomiche che sono i più antichi calcoli del calendario maya mai trovati, ma oltre ai geroglifici e al calendario sulle pareti, gli archeologi portarono alla luce anche numerosi affreschi insoliti. Purtroppo nelle foto che ho inserito si può vedere solo un angolo della stanza con gli affreschi, ma le illustrazioni di Heater Hurst (in basso a destra) che ricostruiscono l’aspetto dei dipinti e delle pareti vi fanno ben capire cosa i maya abbiano voluto raffigurare. Una nicchia sulla parete nord presenta un dipinto di un re seduto che indossa un copricapo di piume blu. Alla sinistra del re, troviamo raffigurato un uomo in ginocchio con la pelle tendente all’arancione, e in mano tiene una penna. Sulla parete ovest sono invece presenti  tre strane figure maschili, tutti seduti, con il corpo interamente di colore nero, con indosso solo perizomi bianchi, medaglioni al collo e particolari copricapi allungati muniti di una lunga piuma di colore giallo. William Saturno, l’archeologo a capo degli scavi che portarono alla luce questi affreschi, dopo aver visto questi copricapi così strani affermò: Non abbiamo mai visto copricapi come quello da nessun altra parte prima“. Sinceramente, è quello che ho pensato anche io la prima volta che mi sono imbattuto nelle foto di queste pareti, non solo non ho mai ritrovato nell’arte maya copricapi simili a quelli raffigurati qui a Xultun, in nessun altro affresco, in nessun bassorilievo, in nessuna scultura o statuetta, ma a mio parere, questo tipo di copricapo ricorderebbe quelli indossati dagli egizi, dai persiani, oppure dai sultani e i gran visir, insomma non mi ricordano sicuramente i sontuosi copricapi piumati e ricchi di decorazioni dei maya. Ad infittire il mistero, è il colore scuro della pelle di queste tre figure, che secondo me, non sono dei maya, ma potrebbero essere proprio uomini di colore, con quei copricapi così particolari e sconosciuti nell’arte maya, e anche i loro lineamenti , non mi ricordano quelli tipici di nativi mesoamericani. Illustrazioni di: Heater Hurst / Link utili: Arqueologia Maya / Obsidian maya mural Gguatemala / Thehistoryblog

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Quest’immagine proviene da un vaso maya. Nella scena è raffigurato al centro un sovrano che viene aiutato da tre assistenti ad indossare un enorme copricapo animale. Uno di questi assistenti si trova seduto sulla parte sinistra e tiene in mano il copricapo, mentre gli altri due assistenti sono al fianco del sovrano, entrambi hanno la carnagione molto scura e ben differente sia dal sovrano che dall’altro assistente. Hanno il corpo interamente scuro, non sembra affatto che abbiano il corpo dipinto e non sono sicuramente dei guerrieri, che come accennavo prima, erano proprio coloro che si coloravano il corpo. Anche i lineamenti, soprattutto del personaggio che si trova a destra, sembrano differenziarsi dai tratti ad esempio del sovrano che si trova appena di fianco. Link utili: Maya of Mesoamerica

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Ecco un’altra immagine realizzata dai maya su un vaso risalente al periodo Tardo Classico che venne ritrovato nei pressi di Petén Itzá nel nord del Guatemala. Nella scena si può vedere un sovrano che siede sul suo trono mentre conversa con un signore in piedi (probabilmente un altro sovrano) e alle spalle di quest’ultimo troviamo altre tre figure. Uno, in alta uniforme maya che tiene in mano due sonagli mentre dietro di lui si pavoneggiano due probabili ballerini, entrambi con la pelle completamente scura e con i lineamenti del viso molto diversi da tutti gli altri individui rappresentati nella scena. Indossano un copricapo fatto di piume nere e una cintura bianca e nera in cui sarebbe raffigurato l’emblema di Teotihuacan, forse i due provenivano proprio da lì. Inoltre, troviamo ancora un altro personaggio di colore in piedi alle spalle del sovrano seduto. Ancora una volta abbiamo una scena che ritrae individui con il colore della pelle molto scura e differente dalle altri. Queste secondo me sono testimonianze del fatto che alcuni neri, arrivati in passato nel Mesoamerica,  per un certo periodo hanno vissuto insieme ai maya e in alcuni casi facevano anche da assistenti ai sovrani. Link utili: Decipherment

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Ora passiamo a questi bellissimi affreschi provenienti dalle misteriose rovine di Calakmul, un sito archeologico maya situato nel cuore della giungla del Messico nella regione di Campeche.  In queste splendide rovine, sono stati rinvenuti reperti archeologici significativi nel corso degli anni, e una delle scoperte più interessanti è stata fatta di recente, una piattaforma sepolta sulle cui pareti sono stati realizzati questi affreschi.  Purtroppo, a causa della distruzione e dell’abbandono della città, e per il clima tropicale ne sono sopravvissuti pochissimi. Grazie però a questi affreschi ben conservati, si può avere una visione importante della società maya, ma in queste scene si vedono anche personaggi dalle carnagioni molto differenti. Infatti, nella prima immagine in alto, ci sono quattro figure, le due centrali sono persone con la pelle decisamente molto chiara, al contrario degli altri due personaggi seduti a destra e sinistra. Anche in questo caso, lo si vede meglio nel personaggio seduto a destra, intento a bere da una ciotola, i tratti somatici, ma anche la forma della testa, non ricordano quelli dei maya. Sempre in questi affreschi si trovano altri personaggi di colore, sicuramente non guerrieri, che svolgono umili compiti, come quello di trasportare ceste (foto in basso a sinistra) oppure individui che banchettano insieme (foto in basso a destra) in cui si possono distinguere chiaramente i due diversi tipi di carnagione. Link utili: Calakmul / Carrasco Cordeiro

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Queste stele provengono dal sito maya Monte Albàn, nell’articolo precedente accennavo che in queste rovine se ne troverebbero di diverse che raffigurano sia personaggi barbuti che probabili negroidi. Ebbene, queste insolite figure scolpite, non possono non richiamare l’attenzione per i loro tratti africani, con labbra spesse e naso largo, anche i capelli sembrerebbero delle specie di trecce in stile afro. Cosa ci facevano persone di colore  insieme a probabili caucasici nella città di Monte Albàn? Link utili: Monte Alban

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La prima volta che vidi le foto di questa scultura, chiamata “El Negro”, realizzata in roccia vulcanica e conservata al Museo Regional di Santiago Tuxtla pensai: “no, non è possibile, questo reperto non può essere stato ritrovato in Messico, non può essere stato scolpito da una civiltà mesoamericana”! Poi, come faccio ogni volta, finisco per fare ore e ore di ricerche solo per un unico manufatto, al fine di avere certezze sulle fonti e sul reale  ritrovamento. Ebbene, questa scultura nello specifico, che appartiene alla misteriosa cultura olmeca, è sicuramente la prova schiacciante che stavo cercando, una testimonianza concreta del fatto che individui di colore arrivarono in America prima di Colombo. Il volto di questo personaggio è chiaramente africano, per me non ci sono dubbi! Link utili: Santiago Tuxtla / Panoramio / Santiago Museum

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Arriviamo alle famosissime “Teste Olmeche”, delle colossali sculture in pietra dal peso di diverse tonnellate. Furono realizzate con grande maestria dagli scultori olmechi, questa è la teoria ufficiale. Molti scrittori e ricercatori sono rimasti affascinati da queste grandiosi opere d’arte, soprattutto, ad incuriosire sono proprio i lineamenti di questi misteriosi volti. A mio parere, abbiamo forse a che fare con rappresentazioni di negroidi, che sicuramente giocarono un ruolo importantissimo agli albori delle civiltà nel Mesoamerica. Tempo fa, decisi di fare una specie di “test”, iniziai così a domandare ad alcuni miei amici completamente ignari della storia degli olmechi, e quindi della provenienza di queste teste colossali, chi secondo loro rappresentassero quelle sculture e quale fosse il luogo del ritrovamento, ebbene, tutti mi risposero la stessa cosa, ovvero che quei volti ricordavano chiaramente degli africani, e che probabilmente furono ritrovate proprio da qualche parte in Africa. Inutile dirvi che quando dissi loro che le teste furono invece portate alla luce in Messico, rimasero tutti di stucco. La cosa più interessante dal mio punto di vista è che, in questa stessa cultura, si trovino opere d’arte che raffigurano chiaramente personaggi completamente differenti gli uni dagli altri, infatti, al contrario dei personaggi rappresentati in queste incredibili sculture, molte delle maschere e delle statuette prodotte dagli artigiani olmechi, rappresentano invece individui dai tratti somatici tipicamente asiatici, ma di questo ne riparleremo più avanti! Link utili: ancient-wisdom / Mexicanmuseumsandmavens / Olmec alternative origin / Flickr / Mesoamerican civilization  / Olmec head

*Il discorso dei “Contatti fra le culture precolombiane dell’America e i popoli di tutto il mondo antico”, lo troverete esposto nei diversi articoli suddivisi per tema linkati qui di seguito. Buona lettura!

– 1/9: Introduzione

– 2/9: Barba, baffi e pizzetto nell’arte precolombiana del mesoamerica

– 4/9: Antichi egizi nel Mesoamerica

– 5/9: Asiatici in Mesoamerica

– 6/9: I romani arrivarono in America?

– 7/9: Il contatto con i popoli della Mesopotamia

– 8/9: Gli antichi egizi hanno visitato il sud America?

– 9/9: Altri indizi/prove del contatto con stranieri

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