SACRIFICI UMANI – DAGLI AZTECHI AI VISCONTI, IL SEGRETO DEL “BISCIONE”

CATEGORIA: MISTERI ITALIANI / AMERICA PROCOLOMBIANA

Quello degli Aztechi, è stato uno dei popoli più sanguinari della storia dell’umanità. I sacerdoti praticavano crudeli riti in cui la vittima scelta, veniva sacrificata e immolata alle diverse divinità. Molti di questi rituali, erano più complessi e richiedevano più di due persone per essere svolti, ma normalmente il sacrificio si svolgeva sulla cima del tempio, la vittima veniva posta su una lastra in pietra e immobilizzata da quattro sacerdoti, a quel punto, un quinto sacerdote cominciava a tagliargli l’addome con un coltello cerimoniale realizzato in selce. Successivamente veniva estratto il cuore, ancora pulsante, che veniva poi posto all’interno di una ciotola sorretta da una statua che rappresentava il dio a cui veniva offerta la vittima. Infine il corpo del malcapitato veniva lanciato giù dalle scale del tempio. Qui di seguito potete vedere un’immagine tratta dal codice azteco “Magliabechiano” che ritrae proprio un sacrificio umano.

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Una delle più importanti divinità di tutte le culture sorte nel Mesoamerica, era conosciuta dagli Aztechi col nome di Quetzalcóatl, ovvero il “Serpente Piumato”. Veniva venerato come dio del vento, di Venere, dell’alba, dei mercanti e delle arti, dei mestieri e della conoscenza. E’ una delle divinità più influenti del pantheon azteco, assieme a Tlaloc, Tezcaztlipota e Huitzilopochtli. Quetzalcóatl è inoltre il protettore dei sacerdoti. Alcune leggende lo descrivono come oppositore dei sacrifici umani, mentre altri lo descrivono mentre li sta praticando. Sta di fatto, che in alcuni famosi codici scritti dai sacerdoti Aztechi, come il “Codex Tellariano-Remensis” e il “Codex Borbonicus”, troviamo la figura di Quetzalcóatl, un grande serpente piumato simile ad un drago, intento a divorare un uomo. Questo dovrebbe farci presupporre senza ombra di dubbio, che il culto di questa divinità prevedeva di fatto il sacrificio umano.

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La cosa interessante, è che le raffigurazione di Quetzalcóatl, che ritroviamo nei codici sopra citati, è molto simile, se non identica allo stemma delle due potenti dinastie europee che governarono la città di Milano a partire dalla seconda metà del XIII secolo, ovvero i Visconti e gli Sforza. Che io sappia, il primo a far notare questo stupefacente parallelismo è stato Adam Kadmon in uno dei suoi video pubblicati sul web (in fondo all’articolo trovate il link del video), ed io, essendo proprio un milanese, ho voluto indagare a fondo su questa storia.

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Osservando sia lo stemma Visconteo, che quello degli Sforza, non si può effettivamente non constatare l’incredibile somiglianza con le raffigurazioni di Quetzalcóatl, a mio parere sono praticamente la stessa cosa. Ma com’è possibie che ritroviamo la stessa raffigurazione in culture così distanti fra loro? Durante le mie ricerche, mi sono imbattuto nell’interessante libro dal titolo “Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d’Italia” scritto da Oreste Delucca. In questo libro, l’autore cita le molteplici leggende italiane relative ai draghi, di cui si possono trovare tracce anche nell’arte, nelle tradizioni e nell’immaginario collettivo. Ebbene, leggendo il libro di Delucca (in fondo all’articolo trovate il link del suo libro online) noterete che quello di Milano, a differenza di tutti gli altri draghi d’Italia, era l’unico che “tiranneggiava la città pretendendo SACRIFICI umani”. Analizzando tutte le leggende riguardanti i draghi italiani, si parla di mostri serpentiformi, in alcuni casi anche simili a coccodrilli che sbranavano gli uomini, rapivano bambini, distruggevano ogni cosa incenerendola con il loro alito di fuoco, ma solo quello di Milano (o Visconteo) pretendeva proprio i sacrifici umani. Una bella coincidenza, no? Nella leggenda che narra del drago di Milano, si dice che egli fu ucciso da Umberto Visconti e la sua immagine fu inserita successivamente nello stemma della famiglia e della città, e venne in seguito ripreso anche dalla potente famiglia degli Sforza.

La raffiguarazione di questo drago “mangia uomini” la ritroviamo un po’ ovunque nel Castello Sforzesco di Milano, sulle sue facciate, all’interno delle sue stanze e dei saloni, sul pavimento, sulle pareti e sul soffitto, ed ogni raffigurazione sembra decisamente “esaltare” il drago, lo ritroviamo infatti disegnato in diversi stili, semplice o più complesso e coronato da diversi motivi decorativi.

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Sembra proprio che i Visconti facessero il “tifo” per questo crudele e misterioso drago. Non sarebbe stato più coerente uno stemma con impresso Umberto Visconti vittorioso contro il drago, magari anche con la testa di questa bestia fra le mani? Scherzi a parte, trovo però molto strana la scelta dei Visconti, come mai proprio un serpente intento a divorare un uomo, questa è davvero una scena spaventosa, e non dimentichiamoci tra l’altro che in tempi passati, il simbolo del serpente è sempre stato associato al male, al diavolo. Ad osservare attentamente tutte le raffigurazioni del loro drago, mi sembra di vedere una delle innumerevoli rappresentazioni di angeli e santi che si possono trovare in tutte le chiese cristiane, sembra quasi che questo simbolo, quando fu realizzato, rappresentasse per i Visconti qualcosa di davvero importante da un punto di vista religioso. E se questo simbolo rappresentasse realmente una divinità, che fu venerata da queste potenti dinastie? Forse la leggenda del drago di Milano, come molti altri miti, potrebbe avere un fondo di verità, magari queste antiche e potenti famiglie, come gli Aztechi, praticavano davvero dei sacrifici umani in onore di un “dio” dalle sembianze di drago. Il problema, è che le prove di ciò non le avremo mai, restano solo delle fantasiose teorie.

In realtà, esistono altre ipotesi che riguardano la possibile origine del simbolo del “Biscione” della casata dei Visconti, alcune più credibili di altre, ma la più accreditata, vuole che Ottone Visconti detto Ottorino, arcivescovo di Milano, che nel 1277 divenne in pratica il signore della città lombarda, al tempo delle Crociate, durante l’assedio della Città Santa, affrontò e sconfisse il valoroso cavaliere saraceno Voluce. La leggenda vuole che lo stendardo di quest’ultimo raffigurasse un enorme serpente intento a divorare un uomo dalla pelle chiara, questo stemma sarebbe stato quindi riproposto e riutilizzato successivamente da Ottone e dai discendenti della sua potente famiglia in ricordo della gloriosa vittoria sui saraceni. Il design dello stemma fu leggermente modificato, e l’uomo dalla pelle chiara nella bocca del serpente sarebbe stato sostituito con un uomo dalla carnagione scura. Nella foto qui di seguito, potete vedere un bassorilievo realizzato dallo scultore Franco Lombardi sulla porta Lombardi del Duomo di Milano inaugurata nel 1950, che ritrae una scena di battaglia, a destra è presente un soldato saraceno che tiene in mano uno scudo che riporta proprio il famoso stemma del “Biscione”. In questo caso, lo scultore ha dato credito alla leggenda che parla della vittoria di Ottone Visconti su Voluce, quindi questa è solo un’interpretazione artistica, e non la prova che quest’antico simbolo in origine apparteneva davvero ai saraceni. Ma anche ipotizzando che la leggenda sia vera, rimarrebbe comunque un mistero il motivo per cui i saraceni abbiano scelto per il proprio stendardo il simbolo del serpente/drago “mangia uomini”.

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Uno scrittore che si è occupato proprio del tema “Biscione di Milano” è stato Paolo Sciortino, che nel 2014 ha pubblicato il suo interessante libro dal titolo “Storia Segreta di Milano”, che vi consiglio vivamente. Ecco una parte del testo di indroduzione al suo libro: “Il serpente-drago che si impenna sulle sue spire e divora un bambino è l’immagine che scelsero come emblema del loro casato i Visconti, i primi signori del vastissimo feudo milanese. Quell’immagine si è tramandata nei secoli come il testimone misterioso di una segreta eredità, di un occulto mistero. In questo racconto vedremo il vessillo del biscione trasbordare nel casato degli Sforza, nuovi custodi del suo segreto, per poi unirsi alle armi dei Capetingi di Francia e dei Savoia. Scopriremo l’ombra del drago dietro le vite insospettabili di tanti milanesi come Leonardo da Vinci, san Carlo Borromeo, Cesare Beccaria, o Alessandro Manzoni legati anch’essi in qualche modo al biscione. Un’eredità che passa dalle famiglie imprenditoriali meneghine fino a Silvio Berlusconi, che impresse il logo del biscione al suo impero. Ma l’insegna dei Visconti ha accompagnato anche le glorie dell’Alfa Romeo, ed è riapparsa nel 1909 sulla bandiera dell’Inter, squadra nata dieci anni dopo il Milan, per tifosi di più elevato lignaggio. Perché il serpente-drago risorge nei secoli, riacquistando ogni volta più fascino, più ricchezza, più potere? Qual è il segreto ambiguo di quell’immagine?”.  Qui di seguito ho inserito i loghi Alfa Romeo, Mediaset Canale 5 e F.C. Internazionale.

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Quest’antico logo, col passare del tempo, sembra proprio aver assunto un significato del tutto “elitario”, lo si ritrova infatti riproposto da potenti famiglie nobili, da grandi aziende e multinazionali. Il simbolo del “Biscione” lo si ritrova addirittura impresso sul prato all’ingresso della villa dell’ex premier Silvio Berlusconi situata a Macherio, ecco un’immagine ripresa da google earth.

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Chissà qual’è il vero significato che si cela dietro questo simbolo. Esistono anche alcuni ricercatori che danno un’interpretazione più esoterica, e sostengono che il serpente, altro non è che un antico mostro che divora la natura materiale dell’uomo. Adam Kadmon, nel video di cui di seguito vi propongo il link , ha fornito un’interpretazione simile, chiamando il serpente “un orribile parassita extradimensionale, che si nutre di energia psichica di basso livello, sensi di colpa, sofferenza, disperazione e terrore, il cui livello massimo, è quello provato da chi è consapevole che sta per essere ucciso“.

Invito tutti a fare ricerche riguardo al mistero del “Biscione”, qui di seguito intanto vi lascio un po’ di link interessanti per approfondire la vostra ricerca.

Link utili:

Sacrifici umani nella cultura azteca

Codex Telleriano-Remensis

Codex Borbonicus

Codex Magliabechiano

Il Serpente Piumato

Quetzalcoatl

Video di Adam Kadmon

“Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d’Italia”

Visconti

Sforza

Ottone Visconti

Stemma del ducato di Milano

Sito ufficiale del Castello Sforzesco

Storia segreta di Milano – Paolo Sciortino

Storia di Milano

Il Biscione

Tra mito e storia

 

 

 

 

 

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