IL SEGRETO DEL “MERCURIO FARAONICO”

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Illustrazione grafica a cura di Misteri del Passato – “Mummia faraonica”

Ogni tanto, può capitare senza volerlo, di imbattersi in strane storie, e quella che vi stò per raccontare, è una storia alquanto affascinante che mi è stata raccontata da un egiziano che ho incontrato qualche tempo fa, una storia che riguarda i faraoni dell’antico Egitto. Quest’uomo, un totale sconosciuto ma che ricordo essere un muratore, un tipo sulla quarantina, lo incontrai una sera per caso insieme ad alcuni miei amici fuori da un locale in centro a Milano, non ricordo nemmeno il motivo, ma dopo pochi minuti, iniziò a parlarci del suo paesino d’origine in Egitto, ci disse che ogni due/tre anni faceva ritorno a casa per andare a trovare i propri parenti, fu così che tra una cosa e l’altra, iniziò a raccontarci di alcuni tombaroli egiziani, che da persone totalmente povere, erano diventati in poco tempo ricchi, grazie a dei reperti archeologici scoperti in alcune tombe faraoniche nel deserto egiziano. Come potete immaginare, la sua storia da subito attirò la mia attenzione, gli chiesi allora di fornirci altri particolari, e come non detto, iniziò a raccontare delle cose davvero sorprendenti, ma la cosa più interessante di tutta questa storia, è che è conosciuta da pochissime persone, ho provato a fare alcune ricerche a riguardo, ma non ho trovato nessun libro che potesse essermi utile ed anche cercando online, si trova davvero poco o nulla.

Ebbene in Egitto, secondo questa persona, alcuni tombaroli andrebbero alla ricerca di particolari mummie con il cuore e il cervello perfettamente integri e ben conservati, che al proprio interno (o nel cervello o nel cuore) conterrebbero una piccola fiala, con dentro 3 grammi di una sostanza di colore rosso che lui chiamava “zibaq” e che definiva “miracolosa”. Questa misteriosa sostanza, sarebbe il motivo che spinge questi tombaroli a cercare tombe faraoniche, è infatti la prima cosa che cercano una volta trafugata la mummia, è ancora più importante di tutto l’oro contenuto nelle stesse tombe. Infatti, come tutti sappiamo, esiste purtroppo il mercato nero di opere d’arte e reperti archeologici, e nel tempo, molte opere antiche sono state sistematicamente trafugate dai tombaroli e vendute proprio nel mercato nero, ebbene questi pochi grammi di sostanza di colore rosso, si venderebbero a decine di milioni di dollari.

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Sequestro di reperti archeologici destinati al mercato nero.

Così su due piedi, appena sentii l’inizio di questa storia, anche se mi interessò da subito, rimasi comunque scettico è un po’ perplesso. Più che altro l’egiziano forniva pochi dettagli, quindi iniziai a fargli delle domande mirate per approfondire meglio la questione e soprattutto per capire se stava inventando. Quello che posso dirvi, è che, nel raccontarci questa storia, era visivamente entusiasta, e sembrava credere davvero a ciò che diceva, anche perchè ogni dettaglio lo ripeteva più e più volte.

Torniamo a quella strana sostanza contenuta nelle piccole fiale all’interno di alcune mummie faraoniche, per il nostro amico, oltre che mantenere incredibilmente integro il corpo del faraone insieme ad alcuni suoi organi, fuoriuscendo lentamente dalla stessa fiala attraverso un microscopico foro, sarebbe poi venduto attraverso il mercato nero a persone ricchissime, come ad esempio sceicchi o funzionari del governo americano, il motivo? Questa sostanza sarebbe una sorta di “elisir di eterna giovinezza”, ricordo che per spiegarci meglio di cosa si trattasse ci fece un esempio “forzato”, ci disse che se un anziano di cento anni, si fosse iniettato (dentro il midollo spinale) un solo grammo di questa sostanza, avrebbe reso sessualmente come un ragazzo di vent’anni. Oltre che guarire e far star bene fisicamente le persone, questa sostanza ne allungherebbe anche la vita.

Incredibile, come potete immaginare, iniziai ad essere ancora più scettico, un po’ perchè non credo possa esistere un “elisir di eterna giovinezza” (ma ho la mente aperta e credo sia tutto possibile) e un po’ perchè non essendomi mai interessato a storie riguardanti gli elisir, sono un completo “ignorante in materia”. Ad un certo punto, credevo davvero che stesse “gonfiando” la storia e che si stesse davvero inventando tutto. Più che altro, non capivo come mai conoscesse una storia così “top secret” e perchè la stesse raccontando proprio a noi. Ma ciò che mi colpiva, era l’enfasi che ci metteva nel raccontare la sua storia, la sua convinzione, il tipo ci credeva davvero! Allora, decisi di accedere ad internet sul mio smartphone, scrissi sulla home di google le parole chiave “fiale mummie faraoniche”, e scoprii un solo ed unico blog (a fine articolo trovate il link) con all’interno un articolo intitolato “Mercurio rosso faraonico”, iniziai a leggerlo proprio mentre l’egiziano continuava a parlare e constatai incredibilmente, che tutti gli indizi e i dettagli che ci aveva fornito, erano riportati anche nell’articolo che stavo leggendo. Inoltre scoprii che il termine “zibaq”, ovvero il nome con qui l’egiziano chiamava la strana sostanza, in arabo significa proprio mercurio.

Comunque, nell’articolo si parla del mercurio rosso, a volte anche di altre tonalità, contenuto in quello che i tombaroli chiamano “Alombol”, termine usato per indicare la cartuccia contenente il mercurio, conosciuto in quest’ambito come “mercurio faraonico”, spesso in queste fiale si troverebbero solo tre grammi di questa sostanza, altre volte di più, ma comunque sempre pochissimi grammi. Nell’articolo vengono citati tre tipi di “mercurio faraonico”, caratterizzati da diverse tonalità di colore, il mercurio rosso di cui ci parlò l’egiziano, sarebbe il più economico di questi tre tipi, ma un grammo di esso è venduto nel mercato nero all’incredibile cifra di 15 milioni di dollari, il secondo tipo di mercurio faraonico è di colore pistacchio, e un grammo di questo costerebbe 20 milioni di dollari, mentre il terzo tipo, di colore nero, è la tipologia di mercurio più costoso, infatti un solo grammo arriverebbe a costare addirittura 30 milioni di dollari. In generale, il mercurio faraonico, verrebbe acquistato da una serie di intermediari commerciali tra il primo proprietario (il tombarolo) e l’acquirente finale. Quindi ci sarebbero dei rivenditori, che si impegnano ad acquistare queste fiale e che ne deciderebbero anche il valore. Spesso, gli acquirenti finali sono ricchissimi sceicchi, e gli intermediari, per fare in modo di verificare che le fiale contengano effettivamente il mercurio faraonico, procedono nell’effettuare alcuni test sulla fiala contenente la sostanza. Il primo test consiste nel posizionare la fiala dietro la schiena, il successo del test è l’erezione del pene. Nel secondo test, la fiala viene posta di fronte ad una lampadina, il successo del test è l’esplosione della lampadina stessa. Nel terzo test, la fiala viene posta di fronte o sopra uno schermo tv, il successo del test è l’esplosione del dispositivo. Nel quarto test la fiala viene posta di fronte ad specchio, se la stessa fiala non viene riflessa allo specchio significa che il test ha avuto esito positivo. Nel quinto ed ultimo test,  verrebbero prelevati dei piccolissimi campioni di questa fiala, che andrebbero poi mischiati a dei piccoli pezzi d’aglio ed inseriti all’interno di un piatto, se il composto di questi due elementi produce del mercurio, significa che il test ha avuto successo. Ora, avendo passato anche l’ultimo test, il mercurio può essere tranquillamente messo in commercio.

Nell’articolo si parla anche di altre questioni, ma nel leggere queste informazioni, rimasi davvero colpito, a parte i “fantascientifici” test a cui era sottoposta la misteriosa fiala, ciò che veniva riportato in questo blog, in sostanza era la stessa storia che ci stava raccontando l’egiziano. A quel punto, ero sicuro che qualcosa di vero in tutta questa storia ci fosse, ed ero certo che lui, di sicuro non aveva letto l’articolo riportato in quel blog, anche perchè non dimostrava affatto di essere il tipo di persona che si mette a studiare o a fare ricerche, ricordo addirittura che aveva un banale problema al suo cellulare (un vecchio modello) e che inizialmente chiese a noi di provare a risolverglielo, uno di quei problemi che risolvi in massimo un minuto andando semplicemente nelle impostazioni o nel menu del tuo cellulare modificando un solo parametro. Insomma, aveva un po’ di problemi con la tecnologia, che evidentemente non faceva per lui, ecco perchè ero abbastanza convinto che ciò che ci aveva raccontato, era farina del suo sacco, e non arrivava di certo dal blog che avevo appena trovato.

Più o meno, ciò che ci raccontò, le informazioni che ci fornì, sono le stesse che ho inserito fino ad ora in questo mio articolo. A questo punto arrivai a casa e iniziai le mie ricerche sulla mummificazione, sui vari tipi di mercurio e più nello specifico, sul “mercurio rosso”, anche perchè non ne sapevo proprio nulla, e scoprii alcune cose davvero interessanti.

Wikipedia, che non considero affatto una fonte del tutto affidabile, chiaramente, ma che mi può dare un’idea di quale possa essere il pensiero comune rispetto ai vari discorsi, riportava quanto segue:

Il mercurio rosso sarebbe un composto chimico, una sostanza immaginaria che molte fonti, ritenute inaffidabili, dichiaravano come un componente che poteva essere usato nella costruzione di bombe nucleari. I campioni ottenuti da sequestri fatti ai presunti terroristi invariabilmente consistono di nulla più che vari tipi di coloranti rossi o di polveri di scarso valore, che alcuni autori sospettano siano trappole, il punto finale di una campagna di disinformazione condotta da vari servizi segreti con lo scopo di individuare, arrestare e/o eliminare alcuni gruppi terroristici. Anche se questa conclusione appare alquanto forte, anche se non del tutto implausibile, la tematica del “mercurio rosso” rimane un argomento velato di mistero e capace di generare dispute. Riferimenti al mercurio rosso cominciarono ad apparire nelle maggiori fonti informative russe ed occidentali nei tardi anni ottanta. Questi articoli non specificavano mai cosa fosse il mercurio rosso, ma nonostante tutto dichiaravano che era di grande importanza per un certo tipo di armi nucleari “avanzate”, oppure che veniva utilizzato nella costruzione di qualche tipo di arma nucleare a fissione potenziata. Appena queste storie apparirono sulla stampa, alcuni individui cominciarono a tentare di comprare la sostanza. A quel punto la natura dichiarata della sostanza cominciò a cambiare, e con l’andar del tempo si trasformò in qualsiasi cosa fosse d’interesse al compratore. Come la rivista “New Scientist” raccontava nel 1996, un rapporto dello LLNL sottolineava che: Quando il mercurio rosso apparve per la prima volta nel mercato nero internazionale, il supposto materiale nucleare segreto era ‘rosso’ perché proveniva dalla Russia. Quando tornò a galla negli stati ex-comunisti dell’ Europa Orientale, nei resoconti il suo aspetto aveva acquisito quello di un colore rosso. Ma in seguito, come un rapporto del “United States Department of Energy” rivelava, le “misteriose trasformazioni” sono il pregio principale del mercurio rosso in commercio. Un evento chiave nella storia del mercurio rosso fu un articolo con il titolo “Yeltsingate” nel giornale sovietico “Pravda” del 1993. Dichiarando di basarsi su dei memorandum “top secret” che erano stati fatti filtrare, faceva notare che il mercurio rosso era: Il mercurio veniva offerto in vendita per tutta l’Europa ed il Medio Oriente da uomini d’affari russi, che trovarono molti compratori capaci di sborsare qualsiasi cifra per una sostanza della quale non avevano la più pallida idea di cosa fosse. In un caso, la rivista “Jane’s Intelligence Review” osservò che agenti operativi di al-Qâ’ida stavano cercando di comprare qualsiasi materiale nucleare potessero trovare, e vennero truffati da un piazzista del mercurio rosso.

Bene! La mia ricerca cominciava alla grande, avevo un sacco di informazioni su cui lavorare, inoltre trovai un interessantissimo articolo del 4 ottobre 2004 di “Repubblica”, intitolato “Tra alchimia e bombe nucleari, il mistero del mercurio rosso” che parlava del rapimento di Ayad Anwar Wali avvenuto il 31 agosto 2004 a Bagdad, che riportava quanto segue:

Ayad Anwar Wali potrebbe aver perso la vita a causa di una sostanza di cui nessuno sa nulla, il mercurio rosso. Nel filmato della sua esecuzione, Wali ammette, o è costretto ad ammettere, di aver ricevuto l’offerta di 10 milioni di dollari dai servizi segreti turchi e di 30 milioni di dollari da quelli israeliani per procurare alcuni quantitativi di uranio e mercurio rosso.
Il problema è che nessuno sa esattamente che cosa sia il mercurio rosso. Si dice che può essere utilizzato per costruire bombe nucleari. Potrebbe essere un esplosivo in grado di scatenare il processo iniziale di fusione, un esplosivo potente di per sé, una forma di mercurio a base di antimonio e ossido di mercurio che si ottiene all’interno di un reattore nucleare. Oppure potrebbe essere un nome in codice, una formula, dietro cui nascondere il traffico di altre sostanze tossiche o letali. Il nome richiama termini alchemici, lo si trova menzionato per esempio in un testo del XVI secolo, il “Rosarium Philosophorum” in un contesto volutamente ermetico come elemento modificato dal fuoco e che deve essere trattato con attenzione prima di porlo nell’alambicco. Di fatto, un elemento in grado di scatenare grandi cambiamenti. Forse è per queste sue assonanze antiche che ancora oggi si è scelto un nome così evocativo per associarlo a cose altrettanto pericolose come le armi nucleari. Sta di fatto che, ancora oggi, quando si parla di mercurio rosso c’è poco di scientifico. Secondo una delle teorie, il mercurio rosso potrebbe essere un esplosivo convenzionale molto potente, tanto da essere utilizzato per costruire piccole bombe in grado di rilasciare due megaton di energia, ossia il doppio di quella rilasciata dall’esplosione di un milione di tonnellate di Tnt. Secondo alcuni, fra i quali l’inventore della bomba a neutroni Samuel Cohen, un’esplosione di mercurio rosso potrebbe essere così potente da innescare da sola la reazione di fusione. Sulla natura del mercurio rosso esistono anche altre teorie: secondo alcuni sarebbe il risultato di esperimenti avvenuti nei laboratori segreti dell’Unione Sovietica, per altri solo una forma di uranio o plutonio di qualità molto alta che viene chiamato in codice dai trafficanti d’armi con questo antico nome alchemico.  

A parte le interessanti, ed ulteriori informazioni sul “mercurio rosso”, che tirano in ballo l’alchimia, antichi testi ermetici, vari servizi segreti, l’Unione Sovietica, alcuni costruttori di bombe nucleari, progetti “top secret” ecc. ecc. (il web ne è davvero pieno) qui, abbiamo un caso di rapimento, in cui il diretto interessato, che in qualche modo, forse si occupava di aspetti legati al nucleare, in un video parla proprio di “mercurio rosso”, e sarebbe stato in qualche modo giustiziato proprio a causa di questa sostanza.

Ma no è finita qui, continuai la mia ricerca, e trovai alcuni articoli che parlavano di un progetto segreto nazista che già conoscevo, ma che non avevo mai trovato il tempo di approfondire. Ebbene, durante la Seconda Guerra Mondiale, una serie di presunti esperimenti scientifici segreti eseguiti da alcuni scienziati e ingegneri nazisti, consistevano nello sviluppo di una potentissima arma, che funzionava grazie ad una tecnologia legata all’antigravità o all’energia nucleare. L’arma si sarebbe chiamata “Die Glocke”, conosciuta anche come “La Campana”, divenuta famosa negli ultimi anni anche grazie a diversi libri, articoli e documentari che parlavano proprio di essa.

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In pratica, si tratterebbe di un velivolo “top secret” tecnologicamente molto avanzato, con un diametro di circa 3 metri e un’altezza di 5, circa, quest’incredibile arma avrebbe avuto in tutto e per tutto l’aspetto di una campana, e sarebbe stata composta da due cilindri contro-rotanti, contenenti uno strano liquido “metallico” di color porpora denominato ”Xerum 525”, il quale avrebbe ruotato all’interno della campana ad altissima velocità. Essendo una sostanza radioattiva molto tossica, lo Xerum 525 era contenuto in recipienti di piombo spessi fino a tre centimetri. Ebbene questa misteriosa sostanza, con molta probabilità, era un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formavano un liquido denominato “mercurio rosso”. Interessante, no?

Chissà se tutte le informazioni che ho raccolto fino ad ora siano attendibili, sicuramente ci sarà un fondo di verità, e supponendo che il “mercurio rosso”, possa o sia esistito realmente, e dando credito a tutte queste fonti, ne viene fuori un “quadro” davvero affascinante. Inutile dirvi che il mio interesse per quest’argomento è davvero moltissimo. Dopo tutte queste analisi, ricollegandomi invece al “mercurio faraonico”,  mi sorgono diverse domande: è possibile che nell’Antico Egitto, già si conosceva e si produceva questa incredibile sostanza? Potrebbe esistere una sostanza in grado di conservare quasi totalmente integro il corpo dei faraoni mummificati, e che sarebbe in grado di ringiovanire o addirittura allungare la vita delle persone? Davvero le fialette che contengono questa sostanza sarebbero realmente in grado di superare i “fantascientifici” test citati nell’articolo che ho trovato nel primo blog di cui vi ho parlato? Esistono veramente persone che pagherebbero decine di milioni di dollari per iniettarsi questa sostanza?

Insomma, le mie domande, sarebbero davvero moltissime, ma purtroppo, come accennavo all’inizio di quest’articolo, le informazioni che abbiamo a disposizione sul “mercurio faraonico” sono davvero poche. Anche facendo ricerche sulla mummificazione egizia, non ho trovato nessun riferimento ad alcune fiale contenenti mercurio rosso all’interno delle mummie. Ma una cosa che effettivamente è risaputa, è che proprio il mercurio, sia in Egitto che in altri luoghi, veniva spesso utilizzato come unguento durante quest’antica pratica, proprio per mantenere più intatto il corpo del defunto. Inoltre ho trovato anche un articolo su “Archeologia.it” che tratta del ritrovamento di una mummia in Egitto, con il cervello perfettamente integro e ben conservato (in fondo all’articolo trovate il link). Invito chiunque abbia qualche informazioni in più rispetto al “mercurio faraonico” e la volesse condividere, a lasciare un commento sotto l’articolo.

Ecco intanto qui di seguito un po’ di link interessanti per approfondire quest’affascinante storia. Alla prossima!

Il Mercurio rosso

Il Mercurio (elemento chimico)

Il “Mercurio Faraonico”

“La Campana” nazista

Mummia con il cervello intatto e ben conservato

“Die Glocke”

“Die Gloke” (Wikipedia)

Articolo “Repubblica” Il mistero del mercurio rosso

 

 

 

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