“OMERO NEL BALTICO” – LA TEORIA RIVOLUZIONARIA DI FELICE VINCI

CATEGORIA: I MISTERI DELL’ANTICA GRECIA / MISTERI NORDICI / LIBRI CONSIGLIATI

Gestendo un blog che tratta particolari tematiche legate ai misteri della storia e dell’archeologia, inutile dirvi che ci sarebbero un sacco di argomenti di cui vorrei parlarvi, e nel tempo, mi sono comunque promesso che prima o poi, avrei scritto degli articoli su alcuni discorsi a cui sono particolarmente legato, e uno fra questi, e senza alcun dubbio la teoria rivoluzionaria avanzata dall’ingegnere nucleare Felice Vinci, autore del famoso “Omero nel Baltico”, arrivato ormai alla sua quinta edizione (aggiornata e ampliata).

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La minuziosa analisi dei testi omerici, quali l’Odissea e l’Iliade, due opere in pratica reputate da sempre mitologie dagli storici, ha portato Felice Vinci a riconsiderare la collocazione geografica dei luoghi descritti nelle due vicende. Infatti, se proprio volessimo seguire alla lettera il lungo viaggio di Ulisse descritto nell’Odissea, cercando di identificare nell’Egeo tutte le isole, e i luoghi in cui il protagonista approdò durante il viaggio con i suoi compagni, riscontreremmo da subito una moltitudine di incongruenze, sulle rotte, sulle ore di navigazione, sulla geografia e sulla morfologia dei luoghi. Forse, quest’opera è sempre stata considerata solo un mito, proprio per questo problema di identificazione geografica. Ma leggendo attentamente i testi, in cui spesso si parla del clima, che è sistematicamente freddo e perturbato, o dove vengono descritte lunghe battaglie che proseguono durante la notte, o eroi biondi intabarrati in pesanti mantelli di lana, e fiumi che invertono il loro corso, il Peloponneso pianeggiante, le isole e i popoli introvabili ecc. ecc., Felice Vinci iniziò a chiedersi se queste vicende, non si siano svolte in luoghi ben differenti dall’Egeo, e dopo anni di studi ed analisi approfondite in questa direzione, arrivò a identificare il reale scenario dell’Iliade e dell’Odissea, proprio nell’Europa settentrionale. In pratica, secondo l’autore, le saghe che hanno dato origine ai due poemi omerici, provengono dal Baltico e dalla Scandinavia, dove nel II millennio a.C., fioriva una splendida età del bronzo, e dove sono tuttora identificabili molti luoghi omerici.

A causa di un mutamento climatico avvenuto intorno al 1800 – 1600 a.C., il clima del nord Europa diventò decisamente più rigido, e diversi gruppi di navigatori nordici, si trovarono costretti a migrare verso sud, fino al Mediterraneo, sfruttando per la navigazione i corsi d’acqua e i lunghi fiumi come il Danubio. Sbucando nel Mediterraneo, per prima cosa, nel XVI secolo a.C. avrebbero fondato nell’attuale Peloponneso la civiltà micenea, poi, in pratica rifondarono nuovamente la loro “Grecia” sulle coste e le isole che si affacciavano sul mar Egeo, e per non dimenticare le proprie origini, diedero alle nuove città occupate gli stessi nomi di quelle che sorgevano sulle sponde del mar Baltico e della Scandinavia, un po’ come fecero i padri fondatori quando colonizzarono il territorio americano, e chiamarono le loro nuove città, New York o New Jersey, proprio come York e Jersey, ovvero le località oltreoceano da cui questi provenivano. I nordici, ovvero i biondi Achei, o Argivi o Danai, così chiamati dallo stesso Omero, ricostruirono nel Mediterraneo il loro mondo originario, che fu la patria di eroi come Achille e i suoi Mirmidoni, o di Ettore, o dello stesso Ulisse, e dove si erano svolte la guerra di Troia e le altre vicende della “mitologia greca”. Resero le loro storie eterne di generazione in generazione, trasmettendo oralmente poi alle epoche successive, il ricordo dei tempi eroici e delle gesta compiute dai loro antenati nella patria perduta. Questa antichissima tradizione orale, fu messa successivamente per iscritto in seguito all’introduzione della scrittura alfabetica in Grecia, attorno all’VIII secolo a.C., e Omero, riprendendo proprio questi antichi racconti, realizzò i due grandi poemi nella forma attuale.

La mappa qui di seguito realizzata da me, che riprende però pari pari la mappa all’interno del libro di Felice Vinci (ho preferito ridisegnarla per avere una massima definizione), vi mostra tutte le reali “città omeriche” identificate dall’autore e ricercatore nel Baltico e in Scandinavia.

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Ma se le vicende dell’Iliade e dell’Odissea, si fossero svolte davvero nell’Europa settentrionale, allora le rovine di Troia scoperte da Heinrich Schliemann nell’attuale Turchia cosa sono? Secondo l’autore, quella non sarebbe affatto la vera città presa d’assalto dai greci nel racconto, perchè prove archeologiche e geologiche, dimostrerebbero che all’epoca della presunta guerra, quella città si sarebbe trovata sotto il livello del mare di diversi metri. Ed osservando ad esempio il Peloponneso, riscontriamo chiaramente una grande incongruenza, perchè la morfologia del territorio risulta essere ben differente dalla descrizione fornita da Omero, dato che non è affatto pianeggiante come riporta il testo, ma al contrario, è una zona del tutto montuosa.

Questi, sono solo due esempi di incongruenze che hanno portato Felice Vinci a riflettere sulla vera collocazione dei racconti omerici. Ancora oggi, la maggior parte degli studiosi ed accademici, non riconosce la sua rivoluzionaria ipotesi, ma sono ormai moltissimi gli studiosi e ricercatori che iniziano seriamente a prendere in considerazione le analisi dell’autore, che ormai, da diversi anni, viene anche invitato in alcune università italiane a presentare il suo lavoro.

In questo articolo, molto riassuntivo, a differenza degli altri già scritti nel blog, non ho voluto esporre un’analisi approfondita degli indizi e delle prove scoperte da Felice Vinci, ma semplicemente, ho voluto cogliere l’occasione per invitare anche i miei lettori, a leggere con attenzione la sua opera, e a visionare le sue interessantissime conferenze. Vi garantisco, che dopo aver studiato la sua affascinate teoria, supportata tra l’altro da diverse prove archeologiche, e da una minuziosa analisi sull’etimologia dei nomi delle località nordiche, avrete un quadro ben differente, ma molto più chiaro rispetto alle origini della grande civiltà greca. Per approfondire a dovere la ricerca, come al solito, vi lascerò qui di seguito dei link interessanti. Buono studio.

Se hai intenzione di approfondire questa tematica, ti consiglio di leggere questo articolo (link), oppure in questi tre articoli (linklinklink) troverai informazioni utili riguardo ai misteriosi Shardana e Popoli del Mare, legati a loro volta alle popolazioni baltiche individuate da Leonardo Vinci.

Link utili:

Felice Vinci – Omero nel Baltico

Felice Vinci – Intervista

Felice Vinci – Conferenza 1

Felice Vinci – Conferenza 2

Felice Vinci – Conferenza 3 (parte 1)

Felice Vinci – Conferenza 3 (parte 2)

Odissea

Iliade

Omero

Achei

Heinrich Schliemann

Micenei

 

 

 

 

 

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