PROVE DEL DILUVIO UNIVERSALE?

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“Il Diluvio” di Francis Danby – 1840 circa.

Continuiamo l’analisi di alcune vicende tratte dai testi biblici. In uno dei primi articoli pubblicati sul blog (link), vi avevo parlato della grande scoperta fatta dell’archeologo accademico Steven Collins, che pare abbia portato alla luce quelle che con ogni probabilità, potrebbero essere le antiche rovine della città di Sodoma e Gomorra, ma in questo nuovo articolo, ci occuperemo di un altro importante racconto narrato nella Bibbia, ovvero il “Diluvio universale”.

Leggendo il testo biblico, nel Libro della Genesi, troviamo la vicenda che parla del grande diluvio. Non mi soffermerò sui dettagli del racconto, perché più o meno tutti conosciamo la storia, ma vorrei per il momento parlare di alcune incongruenze riscontrabili nel testo. Anche l’ormai noto divulgatore ed autore Mauro Biglino, (già citato nell’articolo su Sodoma, e in quest’altro articolo, link), parlando del diluvio afferma come la vicenda sia abbastanza confusa e ricca di incongruenze. Per prima cosa, con ogni probabilità il racconto sarebbe un incrocio di diverse storie, resoconti e tradizioni orali, e riguarderebbe nello specifico: il ricordo di un vero cataclisma che migliaia e migliaia di anni fa coinvolse l’intera umanità, e la storia di una grande inondazione “più recente”, ripresa direttamente dai testi sumero ed accadici,  e circoscritta ad un’area geografica ben precisa. In ogni parte del mondo, presso centinaia di culture, troviamo storie legate ad un grande diluvio, questo ci da chiaramente modo di pensare che in qualche momento della storia, ci fu realmente una grande catastrofe planetaria. Ma come già accennato, se si analizza il racconto, ci si rende conto che il diluvio di cui si parla, sempre se sia realmente avvenuto, avrebbe interessato un’area decisamente più “limitata” in confronto all’intero pianeta.

Ancora oggi, in molti credono che le storie raccontate nella Bibbia siano solo leggende, solo mitologia, ma come già dimostrato, soprattutto negli ultimi decenni, prendendo alla lettera le stesse parole che troviamo fra le pagine del libro, diversi ricercatori oltre che accademici, stanno scoprendo le tracce degli stessi eventi, e delle stesse vicende descritte.

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“Il Diluvio” di William Turner – 1856

Con Bibbia a portata di mano, e con lo stesso metodo di indagine, due americani di nome Bill Ryan e Walter Pitman, geologi della Columbia University di New York, hanno trovato le prove che diversi millenni fa, una massiccia inondazione improvvisa trasformò il Mar Nero da un vasto lago d’acqua dolce, in un ancor più grande mare salato, e distrusse tutti gli insediamenti presenti sull’antica linea costiera ormai sommersa! Ma prima di identificare il Mar Nero come il probabile scenario del diluvio biblico, la squadra di oceanografi diretta da Ryan e Pitman, ispezionò il fondale di diversi bacini marini sparsi un po’ ovunque nel mondo, e dopo attente analisi, non trovarono da nessuna parte le tracce di un allagamento repentino.

La vera e propria svolta, avvenne quando grazie all’utilizzo di un potente sonar per rilievi sottomarini, il team ebbe modo di ricavare un quadro molto preciso del fondale marino del Mar Nero. Per prima cosa, iniziarono a rilevare antichi letti di fiume, e poi, una lunga linea di dune costiere, e i tipi di sedimenti che ritrovarono sul fondale, erano del genere che ti aspetteresti da una rapida inondazione. Nel caso infatti di un lento allagamento, le onde avrebbero eroso la linea costiera, con quella tipica erosione, che indichirebbe appunto un lento e progressivo innalzamento del livello del mare, se fosse stato invece rapido, tracce dell’antica costa sommersa sarebbero state ancora visibili. Quindi il team, aveva individuato un’antica linea di costa ora sommersa da un centinaio di metri d’acqua, che in un momento della storia, in un breve lasso di tempo, per qualche motivo, fu inondata bruscamente. Ryan e Pittman, trovarono così ciò che stavano cercando, ovvero la dimostrazione scientifica che il livello del Mar Nero una volta era molto più basso di quanto lo sia oggi. E’ la prova che questo mare venne sommerso in un istante geologico!

Diversi studi scientifici approntati per valutare la tesi dei due geologi americani, hanno dimostrato come al contrario, fu il Mar Nero a riversarsi nel Mediterraneo, ma questo stesso dato e risultato, fu effettivamente esposto anche dagli stessi Ryan e Pitman, come vedremo qui di seguito.

Per quale motivo infatti avvenne questo catastrofico evento? Secondo l’ipotesi dei due geologi, lo scioglimento dei ghiacci in epoca postglaciale, aveva trasformato il Mar Nero, così come il Mar Caspio, in vasti laghi d’acqua dolce, mentre il livello del mare continuava a rimanere basso a livello globale. Questi due grandi laghi, iniziarono a riversare le loro acque nel Mar Egeo, ma successivamente, proprio a causa dello stesso scioglimento dei ghiacciai, il Mediterraneo, il cui livello stava aumentando, straripò inevitabilmente oltre il Bosforo, ovvero il canale che collega il Mar Nero al Mar di Marmara, a sua volta collegato all’Egeo. L’evento allagò 155.000 km² di territorio ed ingrandì significativamente le dimensioni del Mar Nero verso nord ed ovest. Ryan e Pitman scrissero:

“Dieci miglia cubiche [42 km³] d’acqua si riversavano ogni giorno, duecento volte il flusso delle cascate del Niagara. Il Bosforo ruggì e si scosse a pieno ritmo per almeno trecento giorni.”                    

Qui di seguito, potete vedere il Mar Nero, collegato al Mar di Marmara attraverso il Bosforo, il canale che, secondo Ryan e Pitman, straripò facendo entrare nell’antico lago la devastante inondazione.                                                                                                                                    

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Ma in quale momento storico avvenne questo brusco allagamento?
I due oceanografi, avevano trovato le prove di una grande inondazione del Mar Nero, di un grande diluvio, ma i dati di cui ancora non disponevano, erano quelli relativi alla data ufficiale del disastro. Quindi, grazie ad alcuni carotaggi eseguiti in diverse aree del fondale, il team recuperò proprio dagli strati di sedimenti dell’epoca dell’inondazione svariate conchiglie, che sottoposero in seguito a scrupolose analisi per identificare il periodo dell’innalzamento improvviso delle acque. Ebbene, i test eseguiti su tutti gli esemplari diedero il medesimo risultato. Tutte le conchiglie erano datate a 7600 anni fa, al 5600 a.C.. Ryan e Pittman, ora sapevano che intorno a quella data, un catastrofico evento trasformò un enorme lago d’acqua dolce, in un mare salato, e il tutto, in un brevissimo lasso di tempo.

Ma il testo biblico, quando si riferisce a quel diluvio, che come già detto, interessò solo un’area ben precisa e circoscritta, sta parlando della stessa inondazione scoperta da Ryan e Pitman? Il grande diluvio bibblico, è il racconto dell’inondazione del Mar Nero avvenuta intorno al 5600 a.C.?

Seguendo alla lettera il testo, si nota come l’approdo dell’arca di Noè dopo il diluvio, avvenne sulle alture dell’Urartu, la catena montuosa situata nella Turchia orientale, dove risiede anche il monte Ararat. Questo dato ci fornisce una collocazione precisa, ed osservando la posizione di questa catena montuosa, possiamo constatare come essa, non si trovi troppo distante dall’attuale costa del Mar Nero.

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Sicuramente la catastrofe che fece innalzare le acque, produsse anche enormi onde, e prima di ritirarsi, le stesse acque avrebbero superato di gran lunga anche l’attuale linea costiera, un po’ come lo tsunami che nel 2004 si abbattè su parte della costa thailandese, e si addentrò per chilometri nell’entroterra prima di ritirarsi, ma nel caso del Mar Nero ovviamente, la massiccia inondazione sarebbe stata decisamente molto più catastrofica.

Grazie al dato fornito dalla stessa Bibbia, ossia la collocazione dell’arca dopo il diluvio, e dall’analisi condotta dai due geologi Ryan e Pittman, potremmo intuire che l’area in cui si verificò l’evento biblico, forse si trovava proprio affacciata sul Mar Nero, e che il diluvio di cui ci parla la Bibbia, probabilmente, fu proprio quello che si verificò intorno al 5600 a.C..

A questo punto, i due geologi si spinsero oltre, e andarono alla ricerca delle tracce di una cultura sorta nei pressi del Mar Nero dopo l’inondazione, e che con ogni probabilità, era quindi sopravvissuta alla devastante catastrofe. Di fatto, era già stata portata alla luce proprio nei pressi delle coste del Mar Nero, in Bulgaria, una cultura antica e progredita, precedente addirittura ai sumeri, ovvero la cultura di Varna.

Varna attualmente è una delle città più importanti della Bulgaria, si trova nella parte orientale del paese e il suo importante porto si affaccia direttamente sul Mar Nero. Nel 1972, nei pressi di questa città, sono stati scoperti svariati manufatti d’oro, come bracciali dal peso di 268 grammi, collane, piastre forate ed altri oggetti ornamentali, ma ciò che carettarizzava quei reperti, era proprio lo straordinario peso. Non erano infatti mai stati rinvenuti manufatti del genere, l’unico oro ritrovato riferibile a culture di quell’epoca, aveva un peso di pochi chilogrammi. Successivamente un team di archeologi ritrovò ricchi cimiteri, i più famosi dei quali sono la Necropoli di Varna, il sito omonimo, e il complesso di Durankulak, che comprende il più grande cimitero preistorico dell’Europa sud-orientale. Nella necropoli furono rinvenute 294 tombe, molte contenenti sofisticati oggetti di rame e oro, circa 600 ceramiche, molte di queste dipinte in oro, lame di selce di alta qualità e ossidiana, perline e conchiglie. Tramite il metodo della datazione al radiocarbonio, le tombe vennero datate tra il 4600 ed il 4200 a.C., facendo della cultura di Varna, la prima della storia ad aver lavorato e realizzato oggetti in oro. Qui di seguito potete vedere le tombe, e gli splendidi oggetti d’oro appartenenti a quest’antichissima cultura.

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Questi oggetti di straordinaria fattura, testimoniano come già, almeno dal 4600 a.C., nei pressi del Mar Nero, viveva una cultura notevolmente progredita. Forse, in questa splendida cultura, come in seguito in quella sumera, potrebbero essere vissuti i discendenti dei prediluviani, che assistettero e sopravvissero alla catastrofica inondazione, e alla distruzione delle culture e dei centri abitati su quello che fino al 5600 a.C., fu un vasto lago d’acqua dolce, e che con ogni probabilità, fu il vero scenario del grande diluvio descritto nella Bibbia.

Link utili:

Diluvio universale

Diluvio universale secondo Mauro Biglino – audio/video

Ryan e Pitman – Inondazione preistorica del Mar Nero

Cultura di Varna

Cultura di Varna – Oro piu antico

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