I GRANDI NAVIGATORI VICHINGHI

CATEGORIA: MISTERI NORDICI / AMERICA PRECOLOMBIANA

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Illustrazione a cura di Misteri del Passato

Avete visto le prime tre stagioni della serie televisiva Vikings? A mio dire, sul genere storico, è una delle serie più coinvolgenti e ben fatte. Se non avete ancora avuto modo di guardarla, e se siete appassionati come me di antiche civiltà nordiche, non potete assolutamente perdervela. State tranquilli, non farò nessun tipo di “brutta spoilerata”, non voglio rovinarvi la visione, ma parlando di vichinghi, dato che in circolazione al momento in tv c’è appunto Vikings, non potevo non invitarvi a guardarla. Purtroppo però, per la stesura di questo articolo, dato che ci occuperemo dell’aspetto legato alla navigazione adottata da questo popolo scandinavo di predoni del mare e di razziatori, mi troverò comunque costretto a rivelare un piccolo dettaglio, che troverete a circa metà della prima puntata. Si tratta della leggendaria “pietra solare”, una pietra appunto dalle strane proprietà citata in alcune saghe nordiche, grazie alla quale i vichinghi, sarebbero stati in grado di rilevare la posizione del sole anche in giornate nuvolose, riuscendo così ad orientandosi alla perfezione e navigare in lungo e in largo in tutta tranquillità. Per molto tempo, diversi ricercatori hanno provato a comprendere come i vichinghi riuscissero ad orientarsi durante i lunghi viaggi per mare, e leggendo nelle stesse saghe citazioni della “pietra solare”, naturalmente in molti cercarono di capire con quale tipo di minerale avessero avuto a che fare i navigatori nordici, ma già dalla fine degli anni ’60, alcuni archeologi, tra cui il danese Thorkild Ramskou, avrebbero idendificato la particolare pietra. Si tratterebbe di un tipo di calcite conosciuta come “spato d’Islanda”, ritrovata presso alcuni antichi siti vichinghi. Ecco qui di seguito delle immagini della particolare pietra.

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Ma prima di parlare della leggendaria pietra solare, vediamo però di che tipo di cultura stiamo parlando, e quali grandi spedizioni e conquiste navali riuscì a compiere questo popolo di “razziatori”. I vichighi, ovvero quei norreni originari della Scandinavia e della Danimarca, furono conosciuti nel mondo antico soprattutto per essere dei temibili e crudeli guerrieri dediti alla pirateria, e questo la dice lunga sui loro metodi “bruti”. A bordo di incredibili navi, fecero innumerevoli scorrerie lungo le coste delle isole britanniche, della Francia e di molte altre parti d’Europa fra la fine dell’VIII e l’XI secolo. Per questo popolo, attendere l’estate, e quindi il periodo favorevole per la navigazione, per compiere lunghe traversate e saccheggiare ogni villaggio e città gli capitasse sotto tiro, era cosa comune, anzi, una vera e propria questione d’onore, una “religione”. Partivano dai loro porti con le imbarcazioni che a detta degli esperti navali, furono le migliori di sempre, armati fino ai denti e con gli dei a loro favore. Nel corso dei secoli, questa popolazione compì numerosi viaggi, colonizzò le coste e i fiumi di gran parte d’Europa, le isole Shetland, Orcadi, Fær Øer, l’Islanda, la Groenlandia, poi si spinsero anche verso sud, fino alle coste del Nordafrica e a est fino alla Russia e a Costantinopoli, sia per commerciare sia per compiere saccheggi, e gli insediamenti scoperti addirittura in nord America a Terranova, come quelli di L’Anse aux Meadows (foto risalenti all’anno 1000, che sorgevano nella lontana terra che loro stessi chiamavano “Vinland”, confermano quanto i vichinghi siano stati degli incredibili navigatori. Solo dopo l’introduzione del Cristianesimo in Scandinavia tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo le spedizioni vichinghe divennero sempre meno frequenti. Ecco delle foto dell’insediamento vichingo di L’Anse aux Meadows e Terranova.

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Qui di seguito, la “Mappa di Vinland”, una presunta carta del XV secolo, che riprenderebbe a sua volta una mappa originale del XIII secolo. Le località che toviamo nella parte nord europea di questa carta, riportano nomi vichinghi,  e alla sua estremità sinistra si trova la terra di Vinland. Il mondo accademico si divide sull’autenticità di questo documento, considerato da molti un reperto controverso, e da altri ancora la prova che i vichinghi furono in grado di mappare molte terre, compresa la parte nord americana, in cui troviamo infatti tracce dei loro insediamenti.

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Le imbarcazioni usate principalmente dai vichinghi, così come anche dai sassoni veniva chiamata “drakkar”, ed era una formidabile nave caratterizzata da una forma allungata, in media lunga 25 metri, stretta e slanciata, con la prua “decorata” con minacciose teste di drago, o con divinità mostruose per spaventare i nemici. Il tipico design di queste navi, fu il risultato di un “progresso tecnologico” e di un’evoluzione durata diversi secoli, grazie alla quale intorno al nono secolo, i vichinghi arrivarono appunto a progettare e costruire le imbarcazioni più incredibili dell’epoca. Un’altra importante caratteristica dei drakkar, era il particolare pescaggio poco profondo, che conferiva alla nave una grande velocità, e una navigazione in acque di un solo metro di profondità. Con questi requisiti, il drakkar poteva tranquillamente attraversare il mare e risalire i fiumi, e avvicinarsi molto alla riva per effettuare rapidamente gli sbarchi, cosa utilissima per i vichinghi, proprio per compiere al meglio i loro atti di pirateria. Un altro vantaggio di queste navi era dovuto alla loro simmetria e alla particolare forma, che consentiva una inversione rapidissima, in questo modo, i vichinghi avrebbero potuto prevalere durante gli scontri navali, o aggirare con molta facilità gli ostacoli come gli scogli, presenti vicino alle coste.

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Ma come riuscirono i vichinghi ad orientarsi durante le lunghe traversate per il mare aperto e l’oceano? Quando il cielo era limpido e il Sole era ben visibile in cielo, disponevano di una semplice bussola solare realizzata in legno. Un antico manufatto ritrovato presso delle rovine vichinghe (prossima immagine), studiato e ricostruito, suggerisce proprio l’utilizzo di questo genere di bussola per la navigazione. In pratica era un dischetto circolare di legno, alla cui base era attaccato un bastoncino, che serviva appunto per tenere in mano la stessa bussola, sulla parte superiore del dischetto, all’estremità della circonferenza erano incise decine di tacche, che indicavano probabilmente i gradi, e quindi la direzione della rotta, e al centro dello stesso dischetto, c’era un altro piccolo bastoncino, o forse un perno a forma di cono, la cui ombra, verso mezzogiorno, sempre proiettata sul dischetto in una precisa posizione, avrebbe indicato se la rotta fosse stata corretta.

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Link immagini: Treccani – Polarizzazione

E quando il cielo era nuvoloso e il sole era nascosto dalle nuvole, come facevano a rilevare la sua posizione per orientarsi? Come già anticipato all’inizio dell’articolo, con ogni probabilità, fu proprio grazie alla “pietra solare” che i vichinghi riuscirono a compiere i loro viaggi. Perchè la bussola solare risultava praticamente inadoperabile se il cielo fosse stato coperto di nubi. Niente sole, niente ombra, e quindi nessuna indicazione per una rotta precisa! Ma se invece i vichinghi, avessero utilizzato lo “spato d’Islanda”, ovvero la mitica pietra solare, allora sì che sarebbero riusciti nella loro impresa! Ed è proprio quello che fecero.

L’università di Copenaghen, possiede una delle più grandi collezioni del mondo di antichi manoscritti norvegesi, ed è proprio qui che si trova una delle saghe in cui viene citata la pietra solare. Si tratta della famosa saga vichinga di re Olaf detto il “santo”, scritta in norvegese antico (una lingua morta) e risalente al XIII secolo, in cui si racconta della visita che lo stesso re fece ad un certo Rodulf e ai suoi figli. Sigurd, uno dei figli di Rodulf, si diceva possedesse uno strano dono, ovvero quello di riuscire a localizzare la posizione del sole, anche se fosse stato completamente coperto dalle nubi. Il re Olaf allora lo sfidò ad indicargli la posizione precisa del sole, e Sigurd obbedì: “Allora il re prese la sua pietra solare, l’alzò sopra la propria testa, vide come la pietra brillava ed indicava bene la posizione del sole esattamente come Sigurd l’aveva localizzata”.

A parte lo “strano” dono di Sigurd, che tra l’altro poi si rivelerà l’eroe principale di una delle tante saghe norrene, come avrete intuito, la strana “pietra solare” di cui si parla, non sembra più di tanto un manufatto misterioso a quel tempo, viene citato come se fosse stato un oggetto comune, sicuramente non alla portata di tutti, ma nemmeno così raro. E’ chiaro che per i vichinghi, quella pietra era ben conosciuta ed utilizzata proprio per localizzare la posizione del sole quando si trovava nascosto dalle nubi.

Ma per disporre di una pietra solare, i vichinghi a quanto pare avrebbero dovuto “fare un salto” in Islanda, perchè solo lì esisteva la particolare pietra. Nel 2011, un team di scienziati dell’Università di Rennes, coordinato dal fisico Guy Ropars, per confermare l’ipotesi secondo cui, i vichinghi si sarebbero serviti dello spato d’Islanda per localizzare il sole, decise di condurre un esperimento proprio sulla calcite islandese. L’esperimento consisteva nel guardare attraverso la “pietra solare” durante quei giorni particolarmente nuvolosi, cercando di localizzare così la posizione del sole. Ebbene, secondo i risultati, i volontari riuscivano in media ad identificare la sua posizione con un solo grado di errore!

I risultati del team dell’Università di Rennes, pubblicati da Proceedings of The Royal Society A (link), confermano che lo spato d’Islanda, avrebbe permesso ai vichinghi di localizzare il sole con una grande precisione!

A quanto pare, la leggendaria pietra solare, dava ai formidabili “marinai del nord”, la totale fiducia che permetteva loro di intraprendere viaggi di migliaia di chilometri in mare aperto, per commerciare, razziare, saccheggiare e infine, ritronare a casa. Grazie alle loro incredibili imbarcazioni, e al geniale utilizzo della pietra solare per localizzare il sole ed orientarsi, i vichinghi furono senza ombra di dubbio, uno dei popoli di navigatori più grandi della storia, così esperto nella navigazione da riuscire a sbarcare addirittura in America 500 anni prima della spedizione di Cristoforo Colombo!

Link utili:

Vichinghi

Drakkar

Lo spato d’Islanda

I Viaggi della storia: le strade, i luoghi, le figure – Pietra Solare

Pietra solare – Re Olaf e Sigurd (pag. 13)

Vinland

L’Anse aux Meadows

L’Anse aux Meadows

 

 

 

 

 

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